Una mano gigante entra in scena

di Attilio Benvenuto

Una mano gigantesca sul palcoscenico del teatro riproduce i movimenti di quella umana, dimostrando come la tecnica d’automazione elettrica possa trovare spazio nel mondo delle applicazioni pneumatiche.

“Mano-Gigante”, il colossale elemento scenico dell’opera Tannhäuser di Richard Wagner.

Gli specialisti dell’automazione Festo hanno potuto esprimere la loro vena artistica in occasione della prima del Tannhäuser di Wagner, andata in scena alla scala di Milano nel marzo di due anni fa, realizzando una mano colossale come elemento scenico. Grazie alla tecnica dell’automazione elettrica questa mano sinistra di dodici metri, la cosiddetta “Mano Gigante”, si muove in modo spettacolare, diventando l’elemento più attrattivo della prestigiosa scenografia.

Con questa applicazione il famoso scenografo e artista di robot spagnolo Roland Olbeter ha dimostrato che niente è impossibile, soprattutto nel mondo dell’arte. In passato, infatti, egli  è stato l’ideatore anche delle figure gigantesche utilizzate alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Barcellona, nonché di strumenti musicali automatici. Nell’ambito di questo progetto per la realizzazione della scenografia dell’opera in Italia, i tecnici  Festo hanno supportato il suo genio inventivo per  dare forma e vita a questa creatura artificiale che sembra provenire da un altro mondo ma che sul palco si muove come un organismo vivente. Nessuno meglio di Roland Olbeter sa “soffiare”  la vita dentro le macchine, grazie anche all’automazione Festo.

Il movimento di una mano di dodici metri

La mano è alta ben 12 metri, ma si muove con estrema naturalezza al centro del palcoscenico grazie a una tecnica di automazione d’avanguardia.

La Mano Gigante è parte della  scenografia dell’opera “Tannhäuser”. Questa costruzione artificiale è alta ben 12 metri, ma  si muove con estrema naturalezza al centro del palcoscenico grazie a una tecnica di automazione d’avanguardia. I suoi movimenti sono talmente coordinati tra loro da rappresentare la massima espressione dell‘interazione uomo-tecnica  e della performance artistica, mai viste in precedenza. Il movimento della mano è assicurato da attuatori servo-elettrici, che ricevono i dati di posizionamento da un controllore master. Tutti i componenti utilizzati contribuiscono a creare un’alchimia tecnologica tra la struttura portante meccanica per l’esecuzione dei movimenti e gli attuatori elettrici, inclusi i sensori per l’elaborazione continua delle informazioni. Le dimensioni colossali della mano potrebbero far pensare che la musica venga disturbata, ma non è assolutamente così: il sistema di azionamento realizzato da Festo impiegando tra l’altro numerosi servo-motori, assi elettrici e controllori motori, è silenzioso e nulla toglie al piacere dell’ascolto. Con questa “Mano Gigante” Festo ha di nuovo realizzato un perfetto connubio tra la tecnica dell’automazione e la tecnologia interdisciplinare della meccatronica. In questa applicazione la sfida tecnologica per i responsabili di progetto era rappresentata dai movimenti di apertura e flessione delle dita attraverso diversi leveraggi. Grazie ai settaggi corretti e all’adeguata configurazione dei parametri è stato possibile realizzare il movimento flessuoso di questo elemento scenico.

L’interfaccia tra tecnica dell’automazione e mondo dell’arte è un settore intrigante.

L’interfaccia tra tecnica dell’automazione e mondo dell’arte è un settore intrigante, dove i risultati sono sempre affascinanti. Anche il progetto “Sound Machines 2.0“  presentato da Festo è stato realizzato in collaborazione con  Roland Olbeter ed è un ulteriore esempio di fusione tra tecnica e arte.  Si tratta di un sistema musicale robotizzato composto da cinque strumenti musicali automatici che registrano una melodia, la utilizzano per comporre un nuovo pezzo suonandolo dal vivo: impulsi artistici generati da d’avanguardia.

A tu per tu con Roland Olbeter

L’arte si serve della tecnologia. Dieci attuatori elettrici serie DNCE Festo animano la “Mano Gigante”, i cui movimenti sono coordinati da un appropriato sistema di controllo.

È possibile avere una descrizione anche sommaria della trasmissione meccanica presente fra i dispositivi di attuazione primari e gli elementi terminali della “mano”?

La trasmissione meccanica avviene attraverso un complesso sistema di aste di trazione e di spinta collegate a parallelogrammi.

I trasduttori utilizzati per il controllo sono, presumibilmente, di posizione. E’ gestito anche un controllo di velocità e, eventualmente, di accelerazione ?

Il posizionamento avviene esclusivamente con un segnale analogico di riferimento. Velocità e accelerazione sono memorizzate nel profilo di posizionamento del controllore motore.

Le parti mobili della “mano” sono, presumibilmente, caratterizzate da velocità di entità limitata. Peraltro, considerando le dimensioni, gli effetti inerziali non sembrano trascurabili. Come è controllato l’effetto dell’energia cinetica associata alle varie parti in movimento ?

Sono stati analizzati diversi modelli di movimento per calcolare i valori delle prestazioni del motore. Ciononostante è estremamente difficile arrivare a valori precisi con modelli di movimento così complessi, carichi dinamici e direzioni variabili di azione delle forze.

È l’applicazione pratica a dimostrare a posteriore l’esattezza dei calcoli. In questo caso la direzione era giusta e la mano gigante si muoveva correttamente.

La tecnica di controllo è centralizzata (su un’unica unità del tipo PLC) o distribuita (del tipo a bus di campo) ? Può essere descritta da uno schema di principio ?

I segnali di consenso e il monitoraggio degli errori sono gestiti da un PLC Festo.

Con quale logica di controllo si gestisce la sincronizzazione fra i differenti attuatori ? Esiste un attuatore “master” usato come riferimento del moto per la schiera di attuatori ?

A questo proposito consiglio di consultare il link Stumpfl SC Master

http://europe.avstumpfl.com/de/produkte/show_control/scmaster/uebersicht

Come è gestita l’interazione fra il sistema di controllo della “mano” e il sistema di controllo scenico (gestione luci, effetti sonori, effetti speciali…) ?

Semplicemente con Start manuale del sistema di comando Stumpfl S.

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