Conoscere per risparmiare

Un serio monitoraggio dei consumi permette impensabili risparmi nella produzione di aria compressa. Con ulteriori vantaggi dai Titoli di Efficienza Energetica se il risparmio è certificato.

Il consumo di aria compressa è trasversale e riguarda tutti, dalla piccola officina al grande gruppo industriale, ma ancora poche aziende analizzano seriamente i consumi energetici connessi. Nella relazione recentemente presentata da Atlas Copco alla riunione del Polo di Innovazione di Verbano-Cusio-Ossola, dedicata al Risparmio Energetico nel settore dell’aria compressa, sono stati presentati dati significativi dai quali si evince che per produrre aria compressa le aziende spendono mediamente l’11% dell’energia utilizzata a livello industriale, mentre con interventi innovativi, oltre il 32% di questa energia potrebbe essere risparmiata.

Il gruppo Atlas Copco è impegnato costantemente nel miglioramento dell’efficienza energetica in ambito industriale e ha sviluppato apparecchiature e software per diagnosi energetiche specifiche per il settore dell’aria compressa che permettono un audit affidabile, prerequisito per ogni intervento in questa direzione.

Luca Bicchierini, responsabile marketing di Airscan (Atlas Copco).

«Oggi, anche per effetto della crisi, chi si accinge a un investimento per un nuovo compressore esige precise garanzie sui risparmi ottenibili e sui tempi di ritorno dell’investimento fatto – afferma Luca Bicchierini di Atlas Copco – mentre ancora manca, da parte delle aziende, una disponibilità a investire in audit e quindi conoscere preventivamente le caratteristiche reali dei consumi interni, l’unico strumento che permette di ottimizzare al meglio l’investimento da fare».

Con un mercato che è prevalentemente di sostituzione, attualmente la penetrazione dei modelli più performanti e innovativi, che sono i compressori a velocità variabile, è molto bassa, stimata intorno al 6-8% del parco macchine nazionale e quindi molta strada deve ancora essere fatta in quanto, per una migliore efficienza energetica globale, si stima che la penetrazione di macchine a velocità variabile dovrebbe arrivare a una percentuale di almeno il 30-40% del mercato.

Dal monitoraggio alle soluzioni

Diagramma tipico dei consumi energetici di un compressore carico/vuoto. La potenza in funzionamento a vuoto è comunque rilevante             e totalmente sprecata.

L’impiego dell’aria compressa in uno stabilimento industriale segue le più diverse dinamiche nel corso della giornata e si può dire che tipicamente il consumo ha variazioni anche notevoli tra i picchi di consumo e la minima portata. Tenendo conto che un compressore con ciclo di funzionamento tradizionale carico/vuoto, consuma comunque il 25% della potenza anche quando gira a vuoto, si capisce subito come l’impiego di compressori a velocità variabile sia assolutamente da preferire. La migliore soluzione da adottare in questi casi deve partire dalle richieste del cliente congiuntamente ai dati rilevati dagli audit messi in campo sugli impianti.

Per un monitoraggio sicuro Atlas Copco ha messo a punto tre strumenti di diagnosi: MB lite, MB lite plus e Airscan. Il primo deduce la portata dell’aria dell’impianto misurando tutti gli assorbimenti elettrici dei motori e stima il risparmio possibile mediante l’introduzione di compressori a velocità variabile o di diversa tecnologia. Il più avanzato Airscan misura in continuo portata, pressione e parametri elettrici fornendo una valutazione completa dei risparmi energetici effettuabili mediante tutti gli interventi disponibili, dai compressioni a velocità variabile agli essiccatori a risparmio energetico, fino alle centraline di controllo della sala compressori.

“Un audit compiuto alcuni anni fa su venti aziende della provincia di Bergamo – continua Luca Bicchierini – ci ha permesso di quantificare mediamente il risparmio energetico derivante dall’introduzione della velocità variabile intorno al 25%. Noi inoltre possiamo anche fornire un Plc dedicato (centraline della serie ES Energy Saving) che si prende in carico l’intera sala compressori: si parte dalle rilevazioni fatte da alcuni sensori di pressione sul serbatoio a valle del sistema, il sistema traduce queste misurazioni in valori di portata richiesta in quel momento e quindi sceglie il mix ottimale di compressori da far funzionare al numero di giri ideale per quelle che sono le esigenze del momento».

Circa la raccolta di dati, Atlas Copco realizza regolarmente una trentina di interventi mensili di analisi dei consumi presso aziende grandi consumatrici di aria compressa: l’80% delle analisi effettuate dimostra che il compressore ideale è un modello a velocità variabile. Un caso concreto già realizzato ha determinato questi risultati: a fronte di un consumo settimanale di 13.917 kWh, sostituendo i compressori esistenti con un compressori di tipo innovativo, a numero di giri variabile, la stima dei consumi dopo l’intervento è risultata di ca. 8.600 kWh/settimana, un risparmio di oltre il 38%, che permette l’ammortamento dell’investimento in un tempo variabile tra due anni e due anni e mezzo. «La filosofia Atlas Copco inotre – afferma Luca Bicchierini – è improntata a una soluzione package. Vale a dire una macchina che viene progettata appositamente per dare elevate prestazioni a diverse velocità, deve cioè poter operare in un range di velocità molto ampio e avere in tutto questo ambito un consumo specifico basso. Questo è possibile solo con macchine progettate ad hoc, sia a livello di compressore sia per quanto riguarda il motore. Infatti in un compressore, al variare della velocità, si possono ingenerare delle vibrazioni: se il sistema è progettato per essere a velocità variabile il sistema Elektronikon® che gestisce il compressore (tecnologia “Captive” di Atlas Copco) eviterà al motore di soffermarsi a quelle velocità di rotazione se non per periodi brevissimi».

TEE, i Titoli di Efficienza Energetica

I TEE, Titoli di Efficienza Energetica, sono emessi dal GME, Gestore Mercato Energetico, a favore di distributori e di società operanti nel settore servizi energetici al fine di certificare la riduzione dei consumi conseguita attraverso interventi di incremento di efficienza. Oltre al risparmio energetico riscontrabile immediatamente nella bolletta, il cliente ottiene un ulteriore e importante vantaggio economico grazie all’acquisizione di questi Tee, che corrispondono a migliaia di euro annui di risparmio. Il tutto impegna però l’azienda a installare strumenti di misura che quantificano esattamente il risparmio ottenuto nel corso del tempo, che deve essere certificato. Con le ultime modifiche legislative i Tee vengono rivalutati tramite un coefficiente (2,65) per i cinque anni in cui viene riconosciuto il titolo, arrivando a un importo tra il 10 e il 20% dell’investimento fatto.

ZH350+

Si tratta di un innovativo compressore centrifugo Atlas Copco a tre stadi di compressione azionato da due motori elettrici a velocità variabile con cuscinetti a magneti permanenti. Progettato per applicazioni industriali che richiedono aria di alta qualità (100% oil-free), questo compressore ha un’efficienza energetica sino al 4% superiore rispetto ad analoghi compressori oil-free a parità di condizioni operative.


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