Pistone autobloccante innovativo

Pistone montato su stelo.

Oggi è praticamente impossibile incontrare un manager che non riconosca l’importanza dell’innovazione per lo sviluppo dell’ impresa. Si tratta di una consapevolezza diffusa e largamente condivisa, eppure, nonostante tutto questo,  sono pochissime le piccole o medie imprese che fanno ricerca. La ragione è che tradurre un’idea in prodotto è costoso e anche rischioso, poiché un nuovo prodotto deve incontrare il favore dell’utilizzatore, che ne deve riconoscere l’utilità e la convenienza. Diversamente, se un’innovazione non è apprezzata dal mercato, tutti gli investimenti posti in campo dall’azienda proponente sono vanificati e tutti i costi si traducono in spese senza ritorno. Per questi motivi, a molte imprese,  risulta più semplice confermarsi  nel mercato tramite strategie di ottimizzazione dei processi. Ma, in questo modo, non si è, o non si diventa, leader nel proprio settore. Fortunatamente qualche azienda ha la determinazione e le certezze sufficienti per esplorare nuove soluzioni; nel settore dell’oleodinamica, un’innovazione importante è stata portata da  Naldoni e Biondi, col proprio pistone autobloccante, presentato alla fiera di Hannover dello scorso aprile.

Pistone autobloccante Naldoni e Biondi, sezione.

Ora, a distanza di alcuni mesi, abbiamo raggiunto l’amministratore della società, per conoscere il grado di apprezzamento che il mercato ha riservato a questa proposta tecnica, promossa in ambito internazionale. Innanzitutto, ci spiega il signor Biondi,  occorre premettere che non tutto quanto è nuovo è innovativo. L’innovazione deve portare un miglioramento ed è necessario, quindi, distinguere tra  l’innovazione e il cambiamento, che modifica situazioni precedenti, senza portare necessariamente benefici.

“È il caso  di alcune soluzioni improvvisate dalla concorrenza, proposte in tutta fretta dopo la presentazione del nostro pistone, nel tentativo di recuperare lo svantaggio competitivo: soluzioni immediatamente punite dal mercato, che è sempre un giudice molto imparziale”, spiega Biondi. “Diversamente, il pistone autobloccante, brevettato dalla nostra società, sta ottenendo risultati inattesi, superiori alle aspettative che avevamo previsto, determinati dai vantaggi concreti rende possibili”. Utilizzando questa soluzione, si evita il rischio che il pistone si sviti; sono eliminate  lavorazioni aggiunte e si riducono quindi i tempi di montaggio; è facilitato lo smontaggio, in fase di manutenzione; è consentito il riutilizzo del pistone, dopo la rimozione dello stesso; si salvaguarda l’integrità dell’asta e non si alterano le dimensioni e la conformazione del pistone.

“Quindi non abbiamo apportato un semplice cambiamento”, prosegue Biondi. “Il pistone autobloccante che abbiamo progettato e realizzato offre al contrario benefici importanti, sia sul versante tecnico funzionale e sia sul piano economico. Per queste ragioni è giudicato innovativo ed incontra l’ampio apprezzamento del mercato. È un apprezzamento  destinato ad aumentare perché, rispetto a un prodotto nuovo, ci sono operatori che utilizzano immediatamente le nuove soluzioni, altri che l’adottano velocemente ma con prudenza, una maggioranza che  necessita di informazioni approfondite e valuta le esperienze maturate da altri, prima di operare una scelta e ulteriori costruttori ritardatari, che hanno necessità di tempo per adottare le nuove soluzioni. Per questo il successo attuale è destinato ad accrescere ulteriormente le soddisfazioni di oggi e, forti di questi risultati, provvederemo nel breve ad ampliare la gamma attuale e a portare la nostra soluzione autobloccante, anche su pistoni speciali, adottati da vari produttori di cilindri, leader del mercato, che hanno già avanzato richieste in questo senso”.

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