Regole più severe per le aziende

La Commissione Europea ha proposto di introdurre modifiche alla  normativa chiave dell’UE in materia di imposte per le società, per ridurre significativamente l’evasione fiscale in Europa. La proposta provvederà a chiudere le scappatoie consentite dalla direttiva sulle società madri e figlie, sfruttate da alcune imprese per sfuggire alla tassazione.

In particolare, le imprese non potranno più approfittare delle differenze nel modo in cui i  pagamenti infragruppo sono tassati all’interno dell’UE. La direttiva sulle società madri e figlie continuerà così a garantire condizioni uniformi per le imprese oneste nel mercato unico, senza prestare più il fianco a una pianificazione fiscale aggressiva. La proposta era stata prevista nel piano d’azione della Commissione del dicembre 2012 contro l’evasione fiscale (IP/12/1325) e rappresenta un importante contributo alla battaglia in corso contro l’evasione fiscale sia a livello UE sia a livello globale.

Algirdas Šemeta, commissario per la Fiscalità, ha dichiarato: “La politica fiscale dell’UE è fortemente incentrata sulla creazione di migliori condizioni per le imprese nell’UE. Questo significa abbattere le barriere fiscali e combattere i problemi di dimensione transfrontaliera, come la doppia tassazione. Ma quando si abusa delle nostre leggi per evitare di pagare qualsiasi tassa, dobbiamo adeguarle. La proposta odierna garantirà che la nostra legge sia rispettata anche nello spirito oltre che alla lettera. In tal modo assicurerà maggiori introiti per i bilanci nazionali e una concorrenza più leale per le nostre imprese”.

La direttiva sulle società madri e figlie è stata originalmente concepita per impedire che le imprese appartenenti allo stesso gruppo, con sede in diversi Stati membri, subissero una duplice tassazione in diversi Stati membri (doppia imposizione). Tuttavia alcune imprese hanno sfruttato le disposizioni della direttiva e gli squilibri tra i regimi fiscali degli Stati membri per evitare qualsiasi tassazione in qualsiasi Stato membro (doppia non imposizione). La proposta di oggi punta a impedire queste scappatoie.

In primo luogo introduce una revisione della clausola antiabuso nella direttiva sulle società madri e figlie, ovvero la salvaguardia contro le pratiche fiscali abusive. In linea con la raccomandazione della Commissione sulla pianificazione fiscale aggressiva (IP/12/1325), la proposta obbliga gli Stati membri ad adottare una norma comune antiabuso. Questo consentirà loro di ignorare le scappatoie artificiose usate per evadere le tasse e di garantire che l’imposizione fiscale avvenga sulla base di una reale sostanza economica.

In secondo luogo, prevede che la direttiva sia inasprita, in modo che  certi  meccanismi di pianificazione fiscale, come i cosiddetti ‘accordi di prestito ibridi’ non possano beneficiare di esenzioni fiscali. Attualmente la direttiva sulle società madri e figlie obbliga gli Stati membri a riconoscere alle società madri un’esenzione fiscale per i dividendi che ricevono dalle società controllate in altri Stati membri. In alcuni casi, tuttavia, gli Stati membri in cui sono basate le società controllate classificano questi pagamenti come rimborsi di prestiti detraibili dalle tasse. Ne consegue che i pagamenti della società controllata alla società madre non sono tassati. Lo sfruttamento di queste  incongruenze è alla base di uno specifico meccanismo di pianificazione fiscale (i menzionati accordi di prestito ibridi) contro i quali la proposta intende dare un giro di vite. In base alla proposta, se un pagamento relativo a un prestito ibrido è fiscalmente deducibile in uno Stato membro, deve essere tassato nello Stato membro in cui ha sede la società madre. Questo impedirà alle imprese transfrontaliere intragruppo di pianificare i propri pagamenti in modo da beneficiare di una ‘doppia non imposizione’.

Gli Stati membri devono recepire la direttiva modificata entro il 31 dicembre 2014. 

Il tema dell’evasione delle imposte per le società è ai primi posti dell’ordine del giorno politico in molti Paesi all’interno e all’esterno dell’UE e la necessità di un’azione antievasione è stata sottolineata durante i recenti vertici G20 e G8.

Il 6 dicembre 2012 la Commissione ha  presentato un piano d’azione per una risposta più efficace dell’Europa all’evasione e all’elusione fiscali. Questo piano che prospetta un insieme globale di misure intese ad aiutare gli Stati membri a tutelare la propria base imponibile e a recuperare i miliardi di euro che sono loro legittimamente dovuti. La revisione della direttiva sulle società madri e figlie è una delle misure annunciate nel piano d’azione.

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