Qualità, innovazione e internazionalizzazione per uscire dalla crisi

NALDONI bis

Le ragioni della crisi e le soluzioni necessarie per invertire la rotta della produzione industriale, sono da tempo al centro di un dibattito appassionato, che coinvolge politici, istituzioni ed economisti, intenti a individuare e suggerire nuovi modelli di sviluppo. Al contempo, mentre si attendono soluzioni di sistema, molte aziende reagiscono autonomamente, ponendo in campo efficaci politiche di crescita. Per partecipare costruttivamente al dibattito può essere importante provare a identificare le strategie vincenti e  chiedersi quali siano le scelte da adottare per non patire la recessione. Nell’ambito dell’oleodinamica, fra le aziende che da anni trovano costante sviluppo, spicca senza dubbio Naldoni e Biondi.

Perciò abbiamo girato la domanda a Giuseppe Biondi, amministratore della società, che oramai tutti conoscono come riferimento nazionale e internazionale, specializzato nella produzione di apprezzati componenti per cilindri oleodinamici. «Genericamente, lo stato di crisi  indica un periodo di cambiamento e, in queste condizioni di modifica, non si può pensare di ottenere risultati importanti, facendo le stesse cose di prima, adeguate ad un periodo precedente.  La condizione di sfida da porre in campo, è quindi di superarsi, per non essere superati. Come?  Puntando su tre elementi: qualità, innovazione  e  internazionalizzazione dell’impresa. Portiamo all’estero un’elevata qualità globale, che includa anche ottimi servizi e offra al contempo nuove soluzioni tecniche, e i risultati arrivano».

L’individuazione di nuove soluzioni tecniche è molto difficile …

«Sì, occorre investire e rischiare, ma non possiamo pensare che tutto sia già stato inventato. E glielo dimostro. Per prevenire lo svitamento del pistone, i costruttori di cilindri adottavano personali soluzioni empiriche: una spina di collegamento posta fra stelo e pistone, un collante “frenafiletti”; l’ inserimento di un grano, ecc. In ogni caso, qualunque sia, o qualunque fosse, la soluzione adottata, ognuna di queste soluzioni comporta tempi lunghi di lavorazione; difficoltà di smontare il pistone in fase di riparazione, impossibilità di riutilizzare il pistone, dopo averlo smontato.

Il Pistone Autobloccante che abbiamo realizzato, brevettato e presentato nel 2013, in ambito internazionale, garantisce il serraggio del pistone stesso,  elimina lavorazioni aggiunte e riduce drasticamente i tempi di montaggio, facilita lo smontaggio, consente il riutilizzo del pistone dopo la sua rimozione; salvaguarda l’integrità dell’asta; non altera alcuna dimensione.

Quindi, non voglio sminuire l’esistenza e l’importanza di una condizione economico-produttiva assolutamente sfavorevole ma, mi creda,  chi attribuisce alla crisi i propri fallimenti, dà più importanza ai problemi che alle soluzioni.»

Se attribuite molta importanza all’innovazione e investite nella ricerca, quali sono i nuovi prodotti in cantiere?

«Innovare non significa solo produrre nuove soluzioni: modificare in meglio l’esistente è parte di un processo di innovazione. E i nostri componenti sono innovativi, sotto il profilo della qualità tecnica che esprimono. D’altra parte innovare significa anche introdurre nuovi sistemi.

E da questo punto di vista, l’aver confezionato in kit l’insieme dei componenti e delle guarnizioni necessari alla costruzione-riparazione di un cilindro, è stata un’ idea innovativa.

Rispetto all’introduzione di nuovi prodotti, comunque, abbiamo realizzato un insieme di componenti, studiato per frenare la corsa biderezionale dello stelo. Si tratta di una testata e di un fondello speciali, che interagiscono con una nuova versione di pistone autobloccante, che conserva tutti i vantaggi di cui parlavo prima, ma studiato appositamente per frenare il fine corsa del  cilindro, sia in compressione e sia in estensione.»

Il  sistema frenante che avete studiato, sarà presentato in qualche fiera particolare?

«Se si riferisce a fiere italiane, devo dirle che quest’anno non saremo presenti alla TPA di Milano, perché impegnati in varie partnership internazionali ed esporremo i nostri prodotti in giro per il mondo, collaborando con vari importatori. In Italia, la promozione dei nuovi prodotti sarà realizzata attraverso processi di comunicazione, rivolti ai clienti acquisiti e potenziali, gestiti direttamente dal nostro ufficio marketing e comunicazione. E, a novembre, molto probabilmente, esporremo all’EIMA di Bologna: ma, a quella data, i nuovi prodotti avranno già spiccato il volo.»

Richiedi maggiori informazioni










Nome*

Cognome*

Azienda

E-mail*

Telefono

Oggetto

Messaggio

Inserire questo codice*: captcha 

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy*

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome