Tecnologie abilitanti i4.0: la smart factory, da obiettivo a realtà

Nella suggestiva sede dell’Hotel Villa Tacchi di Villalta di Gazzo (PD), una villa veneta di fine XVII secolo immersa in un parco storico, si è svolto il 21 settembre scorso il convegno Tecnologie Abilitanti i4.0. Sew-Eurodrive, SickFesto hanno spiegato ai numerosi partecipanti che cosa vuol dire trasformare una fabbrica in ottica “Industria 4.0”.

Durante la giornata si è parlato di tecnologie abilitanti e di servizi interconnessi per digitalizzare una fabbrica, un impianto o una linea di produzione; è stata messa in luce l’importanza di considerare però la rivoluzione dell’Industria 4.0 non soltanto sul piano tecnologico, perché i cambiamenti in atto interessano anche i modelli di business e i processi.

Chairman dell’incontro Alessandro Enna, Direttore Festo Academy.

Gli interventi dei relatori si sono focalizzati sulle scelte operative delle aziende e sulle prestazioni che queste ultime possono raggiungere con gli investimenti tecnologici.

L’Industria 4.0 offre molte opportunità, spetta alle singole aziende fare delle scelte strategiche: nel convegno sono stati presentati casi concreti di aziende che hanno sfruttato a livello di business le potenzialità offerte dalla digitalizzazione dell’elettromeccanica, dai Cyber Physical System e dall’Internet of Things.

Costantino Ghigliotti, Sales Manager Factory Automation di Sick, ha presentato le tecnologie 4.0 offerte dall’azienda tedesca dedicate alla logistica integrata, portando ad esempio il Sick Distribution Centre.

Costantino Ghigliotti, Sales Manager Factory Automation, Sick

Giosuè Cavallaro, Marketing Manager, e Franco Zannella, Customer Service Manager in Sew-Eurodrive hanno illustrato il concetto di connettività, flessibilità e digitalizzazione nella smart factory Sew-Eurodrive.

Giosuè Cavallaro, Marketing Manager, Sew-Eurodrive
Franco Zannella, Customer Service Manager, Sew-Eurodrive

Tra le tante esperienze presentate durante la giornata, anche quella raccontata a una sala gremita da Alessandro Ferioli, Product Manager Electric Automation e Industry 4.0 Project Leader, Festo Italia.

Alessandro Ferioli, Product Manager Electric Automation e Industry 4.0 Project Leader, Festo Italia

Ferioli ha introdotto l’argomento, raccogliendo le provocazioni di altri relatori e spiegando come “lo scenario della smart factory non debba essere vissuto come un’imposizione, ma sia una richiesta a cui è necessario mostrare adattabilità – cioè flessibilità nel tempo – per approdare a benefici evidenti”.

Il ruolo giocato da Festo nell’ottica di promuovere questa nuova rivoluzione industriale è quello di un partner affidabile a cui affiancarsi in quanto creatore di “prodotti e soluzioni con caratteristiche di intelligenza integrata, comunicazione e capacità di fare network: queste sono le tecnologie abilitanti”.

Il Technology Plant di Festo a Scharnhausen (Germania)

“L’obiettivo esplicito – ha spiegato Ferioli – era quello di riportare in Germania la produzione di componenti semplici per cui i costi del lavoro non sarebbero stati competitivi come quelli di altri Paesi”.

Prima di guidare gli ospiti in un viaggio virtuale all’interno della smart factory targata Festo, Ferioli ha dedicato un passaggio del suo intervento a un esperimento denominato “BionicAnts”, attraverso il quale Festo ha deciso di “testare gli algoritmi controllo per la cooperazione tra sistemi indipendenti e gli algoritmi di autoapprendimento”.

Un simpatico test nel quale alcune piccole formiche bioniche, dotate di intelligenza artificiale, dimostravano di risolvere particolari task comunicando tra di loro, imparando e velocizzando la soluzione dei problemi.

E proprio seguendo la logica delle formiche, ma applicata a macchine operative in fabbrica, è stato pensato l’impianto Festo di Scharnhausen.

Come fare quindi?

“Lavorando sull’automazione e sulla modularità, sul flusso di informazioni e sui materiali, sullo sviluppo di sistemi informatici, sulla logistica, sull’efficienza energetica. E riportando al centro le persone, dotandole di competenze e responsabilità importanti”.

Modularità, personalizzazione e riconfigurabilità le parole chiave:

“E’ necessario – ha spiegato Ferioli, entrando attraverso slide e immagini nel plant tedesco – raggiungere il lotto produttivo più piccolo possibile, personalizzando la produzione attraverso una linea che sia flessibile e riadattabile”.

Progettazione e tecnologia devono viaggiare di pari passo.

“Nel technology plant Festo a Scharnhausen – ha proseguito il Product Manager Festo – è stata utilizzata la tecnologia dei motori lineari realizzando un sistema di trasporto (multi carrier system) che permette di avere movimenti personalizzabili per ogni carrello, per produrre più varianti dello stesso prodotto contemporaneamente”.

Altro dato importantissimo, quello relativo all’interconnessione tra macchine e tra macchine e operatori.

“Attraverso tecnologie wireless è possibile ridurre tempi e costi di manutenzione. E’ la stessa macchina che chiama l’operatore, evidenziando il problema e magari prenotando un intervento e verificando la disponibilità del ricambio a magazzino”.

E ancora, l’analisi dei dati.

“Perché i dati producano benefici – ha aggiunto Ferioli – è importante che i numeri vengano processati e producano in tal modo informazioni. Quando ad esempio, proprio a Scharnhausen i dati energetici derivanti dallo start up delle macchine sono stati correlati con eventi relativi a tutto il parco macchine dello stabilimento, si è compreso come i picchi energetici dello stabilimento andassero meglio gestiti. Il risparmio è stato di alcuni milioni di euro di efficientamento energetico annuo”.

Ultima tecnologia abilitante proposta: la virtualizzazione della fabbrica.

“Utilizzare modelli CAD della fabbrica, costantemente aggiornati, permette di migliorare le riunioni di team e progettare meglio l’industrializzazione del prodotto”.

Infine, Festo ha elaborato un sistema di reportistica per monitorare il livello di Industria 4.0 a cui la fabbrica è arrivata.

“Attraverso questo sistema di assessment dei processi, abbiamo potuto constatare il livello di ‘I4.0 Readyness’ ed evidenziare i processi nei quali è necessario investire” ha concluso Ferioli.

Un esempio, quello del Technology Plant Festo a Scharnhausen, significativo proprio perché esemplificativo di come la smart factory deve arrivare a integrare tecnologie e competenze, per contenere i costi ma anche e soprattutto per aprire la strada verso nuovi business.

Una logica seguita anche dagli altri relatori del convegno, che hanno presentato esperienze analoghe e visioni prospettiche della materia.

Al convegno sono intervenuti anche Giorgio Ferrandino, Managing Director, SEW-Eurodrive; Marco Malavasi, Senior Consultant Area Operations, Festo Consulting; Luca Gelmetti, Practice Manager Industry 4.0, Festo Consulting, Roberto Filipelli, Cloud & Enterprise Partner Development Director di Microsoft Alps, che ha mostrato una panoramica completa sui processi gestionali a tutti i livelli di fabbrica; Mario Casoni, IoT Business Development Director EMEA di ptc che ha parlato di modellazione, simulazione e raccolta dati dal campo per la creazione e la fruizione di un digital twin e Massimo Ferrero, Dottore Commercialista e Revisore Contabile di Upgate – Smart Innovation, che ha identificato chiaramente le opportunità offerte dalla Legge di Stabilità.

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